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Fondo patrimoniale e ineliminabilità dell’autorizzazione tutoria per il compimento di atti dispositivi in presenza di figli minori

21 DEC 2009

Ci chiediamo se è valida o meno la clausola contenuta nell'atto costitutivo di un fondo patrimoniale, nel quale due coniugi, poco dopo la nascita di un figlio, avevano destinato l'immobile adibito a casa familiare, prevedendo, al suo art. 4: "viene espressamente convenuto che i beni costituiti in fondo patrimoniale possono essere alienati, ipotecati e dati in pegno o comunque vincolati con il solo consenso di entrambi i coniugi, senza necessità di alcuna autorizzazione giudiziale". In epoca posteriore i coniugi, a fronte della concessione agli stessi di alcune linee di credito, avevano concesso ipoteca volontaria a favore di una banca, iscrivendola sui beni immobili adibiti a residenza familiare e già fatti confluire nel fondo patrimoniale. Il successivo sensibile aumento dell'importo della rata del mutuo e le difficoltà nell'onorare i debiti contratti rendevano evidente il rischio di un'espropriazione del bene immobile su cui gravava l'ipoteca, contemporaneamente vincolato nel fondo patrimoniale. Entra in gioco l'art. 169 c.c. - che parrebbe rendere possibile, anche in presenza di figli minori, il compimento di atti dispositivi aventi ad oggetto beni costituiti in fondo patrimoniale, allorquando con un'apposita clausola si escluda la necessità della preventiva autorizzazione ad hoc del giudice tutelare -, che va però letto in coordinamento con la funzione cui assolve l'istituto del fondo patrimoniale, dall'altro. L'attento esame di quest'ultimo aspetto ha reso evidenza della necessità del preventivo vaglio del giudice tutelare, il quale potrà, eccezionalmente e se ravviserà la sussistenza dei requisiti di necessità o l'utilità evidente che la stessa legge richiede, autorizzare il compimento di atti dispositivi. Ulteriore conforto alla sostenuta natura inderogabile dell'art. 169 c.c. è stata reso dall'argomentazione secondo cui se è vero che il fondo patrimoniale è un istituto che deroga - seppur parzialmente - al principio della responsabilità patrimoniale sancito dall'art. 2740 c.c., allora, consentire ai coniugi di costituire un fondo patrimoniale  ed allo stesso tempo validamente pattuire nell'atto costitutivo che non è necessario il vaglio del giudice, significherebbe avallare l'utilizzo di un istituto di protezione della famiglia per finalità elusive. 

Ad ulteriore suffragio della tesi relativa alla essenzialità dell'autorizzazione tutoria si è creduto di richiamare anche il dettato dell'art. 32 disp. att. c.c. che, nel richiedere la necessaria presenza del P.M. nei procedimenti di volontaria giurisdizione riguardanti il fondo patrimoniale, conforta la tesi della valenza pubblicistica, ed inderogabile, che la disciplina del fondo patrimoniale subisce quando vi siano figli minori. M.V.