Research & CSDP Papers » International Trade Law

Deliberazione assembleare di aumento del capitale ed abuso di potere della maggioranza

21 DEC 2009

Ci è stato chiesto di indicare presupposti che portano a ritenere che una deliberazione assembleare di aumento del capitale configuri un abuso di potere della maggioranza e sia per tale ragione impugnabile.
La fattispecie ricorre quando i soci di maggioranza deliberano un aumento del capitale sociale in misura eccessiva rispetto al concreto interesse sociale e tale da rendere particolarmente onerosa per la minoranza la sottoscrizione delle nuove azioni, tutto ciò al fine di indebolire la posizione dei soci di minoranza attraverso la riduzione della loro quota di partecipazione.
La giurisprudenza che si è occupata della questione ha avuto modo di affermare che il vizio di una deliberazione assembleare costituito dal cosiddetto eccesso di potere ricorre "tutte le volte in cui la delibera stessa sia stata adottata ad esclusivo beneficio dei soci di maggioranza in danno di quelli di minoranza, essendo in tal caso applicabile l'art. 1375 c.c., in forza del quale il contratto deve essere eseguito in buona fede, atteso che le determinazioni dei soci durante lo svolgimento del rapporto associativo debbono essere considerate, a tutti gli effetti, come veri e propri atti di esecuzione, dacché preordinati alla migliore attuazione dell'oggetto sociale" (Cass. 9353/03).
In tale ipotesi il rimedio esperibile sarà, pertanto, quello dell'impugnazione della deliberazione per l'annullamento, nel termine di 90 giorni dalla data della deliberazione medesima, ai sensi degli artt. 2377 e 2378 c.c.
Va peraltro detto che ai fini dell'annullamento di una tale deliberazione assembleare devono ricorrere alcune condizioni, ed in particolare "la lesione dei diritti del socio di minoranza deve emergere sia sotto il profilo soggettivo - intenzionalità del pregiudizio e consapevolezza del socio di maggioranza di poter sfruttare una situazione di illiquidità del socio minoritario -, sia sotto il profilo oggettivo - reale illiquidità del socio di minoranza, sproporzione rilevante tra la sua situazione finanziaria e l'importo da sottoscrivere, nonché sussistenza di un motivo pretestuoso per l'aumento di capitale; in assenza delle predette condizioni la mera situazione di difficoltà finanziaria del socio non costituisce motivo per declarare l'illegittimità della delibera" (Trib. Monza 20 febbraio 1998).
Sarà quindi onere del socio, che intenda agire per l'annullamento della deliberazione, dar prova che: a) vi era l'intenzione da parte dei soci di maggioranza di effettuare l'aumento di capitale al fine di ridurre la sua partecipazione al capitale sociale (a tal fine potrebbe essere sufficiente provare l'esistenza di un'accresciuta ostilità nei rapporti tra le parti); b) vi è una reale mancanza di liquidità che gli rende impossibile la sottoscrizione delle quote di capitale sociale offerte in opzione in seguito all'aumento del capitale; c) l'aumento del capitale è pretestuoso, inutile, non necessario o comunque eccessivo rispetto alle esigenze della società. A.T.